Enterprise fa rotta verso la Serie Classica

Manny Coto, autore e executive producer di Enterprise, ha rilasciato dichiarazioni rispetto alle sue aspettative ed intenzione rispetto alla serie.

Man mano che si apprendono elementi circa la direzione che sta prendendo la quarta stagione di Enterprise, sembra sempre più grande il collegamento con la mitologia della vecchia scuola di Star Trel. E se Coto riuscirà ad averla vinta, questo vorrà dire un ritorno dei fan di Star Trek.

“Se io, come fan, sentissi che stanno facendo una Riforma Vulcaniana, che si torna a parlare del trattato di Orione che probabilmente ci sarà Shatner, ed i personaggi delle Guerre Eugenetiche… bhe, mi sintonizzerei. Volevo poter scrivere storie su superuomini eugenetici e su Vulcano, e questo ci ha permesso di scrivere lunghe storie epiche che si svolgono nell’arco di tre episodi. Nel crearle, non stiamo pensando a quale sarà la valutazione della critica; o le persone si sintonizzeranno, oppure no. E se non lo faranno, noi non ci saremo l’anno prossimo. Ma abbiamo fatto una grande stagione per quest’anno, facendo quello che ci piacerebbe fare, e quello che piacerebbe agli appassionati di Star Trek. Buttiamo in mezzo le idee man mano che ci vengono.”

Rick Berman, executive producer, ha dato a Coto ed al suo staff carta bianca per inventare storie che hanno a che fare con elementi emersi nelle altre serie di Star Trek. “Ci è stato detto che possiamo fare quello che vogliamo con le vecchie serie, e adesso stiamo lavorando su una bellissima storia che include gli Andoriani, il Col. Green, una razza di Andoriani mai vista prima ed i Tellariti.” Coto ha detto anche che le diverse trame ed i diversi personaggi faranno in modo che l’evolversi della serie si porti sulle origini della Serie Classica di Star Trek. “Tutti questi incontri tra varie razze porteranno a quella che conosciamo come Federazione”.

Coto, che si è unito al team della produzione durante la scorsa stagione, ha detto che non vede l’ora di liberare le sue idee e che non si tratterrà delle storie da usare per le prossime stagioni.

“Io sono un fan e per questa stagione mi sento come un bambino in pasticceria con tutto quel che voglio… posso fare gli episodi con tutto quel che vorrei vedere.”

Si è già parlato dei piani di Coto per mostrare il nonno del creatore di Data, altri della generazione dei super uomini modificati geneticamente di Khan (chiamati “Augments” in Enterprise), e lo spettro di una guerra civile su Vulcano che colmerà il divario tra i Vulcaniani dell’era di Enterprise e quelli visti nella serie Classica, al tempo di Spock.

Ora si parla di altre due idee per storie intriganti per la quarta stagione di Enterprise.

Si dice che come decimo episodio della stagione si stia girando un episodio chiamato “Daedalus” , in cui gli spettatori incontreranno il creatore di uno dei gadget scientifici di Star Trek più famosi, il teletrasporto. Lo show introdurrà il personaggio di Emory, uno scienziato brillante ma tormentato che ha inventato il teletrasporto per umani. Emony arriva sull’Enterprise con il grande sogno di creare una nuova versione del teletrasporto che porti gli esploratori da pianeta a pianeta, eliminando il bisogno delle navi.

“Abbiamo visto Zefram Cochrane, il creatore della velocità di curvatura, ma non abbiamo mai visto l’inventore del teletrasporto, che penso sia un’invenzione importante al pari di quella delle curvatura, se ben ci si pensa. Quindi voglio fare una storia su un personaggio che ricorda Daystrom, il personaggio maniacale della Serie Classica”.

Ci sono anche dei piani per avere William Shatner come guest star nella serie. Shatner è impegnato in trattative finanziarie delicate e al momento non è stato firmato alcun contratto. Finora non si sapeva in quale ruolo Shatner se lo farà reciterà, ma Rick Berman ha detto alla stampa che Shatner potrebbe interpretare una versione alternativa del Capitano Kirk, proveniente da un universo alternativo, che in qualche modo interagisca con Archer ed il suo universo.

O forse ma questa è solo un’ipotesi di siti specializzati – l’universo di Enterprise è una realtà alternativa all’universo delle altre serie di Star Trek?

Fonti: Sci Fi WireCinescape

Enterprise – Prime impressioni

Domenica 3 luglio sera, come ormai non succedeva da molto tempo, mi sono impadronita del telecomando e ho costretto tutti a vedere Enterprise. Avevo una certa ansia, forse dettata dalla paura che l’enorme aspettativa sarebbe stata delusa. Quando la serie circolava solo in inglese, leggevo opinioni contrastanti in merito. C’e’ chi la considerava una rivelazione e chi, invece, una figlia spuria della saga di Star Trek. Per ora sono soddisfatta.
Sapevo che sarebbe stato difficile farci credere che Enterprise cronologicamente precede TOS.
Sapevo che personaggi e situazioni, poiché siamo svezzati da altre serie e da altri film, avrebbero risentito dell’influenza del futuro più che del passato.
Eppure, perdonate queste mancanze, mi sento di esprimere un giudizio positivo sulla trama, sulla scelta dei protagonisti, sulla velocità di esecuzione.
Certo, devo ancora abituarmi a: “flotta astrale”, ma non dispero.
I personaggi, come dicevo, mi piacciono abbastanza. Sebbene, sapere che il Capitano è stato scelto perché è (cotanto) “figlio” e non per merito, un po’ mi lascia basita, ma durante gli episodi ha riconquistato qualche punto sul campo. E’, in fondo, un tipetto tosto, iroso, allergico alle procedure, abituato a fare di testa sua… insomma… un vero Capitano!
E poi quando c’è da combattere non manda avanti il numero uno!!!
L’amichetta vulcaniana, T’Pol, per quanto possa sembrare strano (a me i vulcaniani stanno un po’ antipatici), la trovo interessante. Ancora non sa bene trattenere le emozioni (soprattutto mentre si spalma di crema con il “fichetto” di turno), è spesso irritante,
ma promette assai bene.
Sarà un alter ego sicuramente interessante. Anzi, a proposito di vulcaniani, direi che il contatto con gli umani ha fatto meglio a loro che a noi!
Il dottore… mah… mi lascia perplessa. Non so se è stata una trovata geniale o una scemenza colossale.
Comunque io da quello non mi farei curare nemmeno un’influenza… (con quell’aria da cuoco di terza categoria!)
Il comandante Tucker è esattamente come me lo aspettavo, fedele, fustaccione, pronto al sacrificio, ribelle… niente di nuovo,
ma spero che il personaggio evolva con il passare del tempo.
Poi abbiamo la traduttrice universale, Hoshi. Una vera scienziata.
La conoscenza sopra a tutto.
Infatti in plancia non smette di rompere. “Cosa è questo rumore, perché vibriamo, andiamo piano, dove stanno le cinture… io che ci faccio qui!” Comunque ho apprezzato l’attaccamento all’insegnamento… ”
Non lascierò i miei allievi a due settimane dall’esame…”
“Sarai la prima umana a parlare con razze ancora sconosciute…”
“Ok, vengo!”
Comunque, se dovessi dare un voto direi un 7, aspetto il resto… e speriamo che non crolli dopo qualche episodio.

di: Marzia Elle