Matrix – La simulazione della realtà

Oggi esce (in contemporanea mondiale) l’ultimo capitolo della trilogia di Matrix.
Insomma, dopo aver aspettato il 5 di ogni mese per 4 mesi consecutivi (il 5 era il giorno in cui veniva reso disponibile per il download l’episodio di Animatrix), dopo aver visto a mezzanotte Reloaded e dopo aver finito Enter the Matrix (tre giorni fa, just in time), il momento è arrivato!
Mancano una ventina di ore e poi si scoprirà come va a finire!
Vedendo solo Reloaded si ha una visione parziale dell’opera dei fratelli Wachowsky.
L’immensa operazione (commerciale) da un lato ci ha offerto la possibilità di fruire del prodotto su più media, dall’altra ci ha costretto a un’affannosa caccia agli indizi sparsi tra cartoni animati, film e videogames.

DOVE ERAVAMO RIMASTI?

Neo ha incontrato l’Architetto, il quale gli ha rivelato di essere il creatore di Matrix e che questa è già la sesta versione.
La prima Matrix che progettai era nella sua interezza naturalmente perfetta; era un capolavoro, integro, sublime. Un trionfo eguagliato solo dal suo monumentale fallimento. L’inevitabilità del suo destino ora mi è ovvia, derivante dall’imperfezione insita in ogni essere umano. Perciò l’ho riprogettata, basandomi sulla vostra storia per rispecchiare più fedelmente la vostra natura variabilmente grottesca.

Che almeno un’altra Matrix era esistita lo sapevamo già dal primo film, quando l’agente Smith lo rivela a Morpheus.
Tu sapevi che la prima Matrix era stata progetta per essere un mondo umano ideale?
Dove non si soffriva, dove erano felici tutti quanti e contenti… Fu un disastro. Nessuno si adattò a quel programma, andarono perduti interi raccolti. Tra noi ci fu chi pensò ad errori nel linguaggio di programmazione nel descrivere il vostro mondo ideale, ma io ritengo che in quanto specie il genere umano riconosca come propria una realtà di miseri a e di sofferenza.
Quello del mondo ideale era un sogno dal quale il vostro primitivo cervello cercava… si sforzava di liberarsi. Ecco perché poi Matrix è stata riprogettata così. All’apice della vostra civiltà. Ho detto vostra civiltà di proposito, perché non appena noi cominciammo a pensare per voi, divenne la nostra civiltà e questa è la ragione per cui noi ora siamo qui. Evoluzione, Morpheus. Evoluzione. Come per i dinosauri. Guarda dalla finestra: avete fatto il vostro tempo. Il futuro è il nostro mondo Morpheus. Il futuro è il nostro tempo.

Certo però addirittura sei versioni…
Da qui si evince il significato del titolo del secondo capitolo: RELOADED.
In informatica, un sistema può essere “ricaricato” ogni qualvolta s’inceppa o magari si fanno degli aggiornamenti (basti pensare ai blocchi di sistema o agli aggiornamenti che ognuno di noi ha sperimentato sul proprio PC: riavviamo (ricarichiamo) il sistema.

NEO COME SUPERMAN

Sin dal primo film, apprendiamo che Matrix è una gigantesca simulazione, il più realistico videogame mai creato, tant’è che costituisce la nostra stessa vita. Ma come in ogni programma/videogame che si rispetti, basta trovare il cheat (termine tecnico che sta per trucco/barare) e avere così a disposizione “armi. Tante armi”. Neo è il baro assoluto della simulazione Matrix, ha scoperto come schivare le pallottole, come volare ecc. ecc.
Vi serve imparare il kung fu, o dovete pilotare un elicottero? No problem, scaricatevi il plug in necessario et voila! Il gioco è fatto!
Ne più ne meno di quando sul vostro browser installate quicktime o flash…
Gli agenti funzionano allo stesso modo…

INSTALLARE O COPIARE?

Ok fin qui tutto quadra, ma in Reloaded qualcosa non torna.
In primis l’agente Smith (ormai slegato dal controllo di Matrix) sfrutta la connessione aperta tra il “mondo reale” e la simulazione del XX secolo di Matrix per entrare nel mondo reale nel corpo di un umano. Quindi, come noi possiamo proiettare il nostro io nella rete, un programma della rete può installarsi nel nostro cervello…
Io sono un po’ scettico a riguardo.
Un sistema (grande o piccolo che sia) va installato e configurato ad hoc su un nuovo hardware e non può essere banalmente copiato da una macchina all’altra. Smith sembrerebbe possedere questa capacità (quando duplica se stesso) in Matrix, ma in quel caso stava semplicemente sovrascrivendo un file con una copia di un altro file. Nel “mondo reale” dove il corpo ospite è fatto di carne, sangue e ossa, tutto il software che costituisce l’ego di un individuo dovrebbe, per forza di cose, essere “installato e configurato” sul nuovo hardware…

Altra “anomalia” (non del sistema, ma di trama) è rappresentata da Neo che pochi minuti prima della fine del film lancia una scarica elettromagnetica e “frigge” le sentinelle; il tutto mentre si trova nelle caverne del “mondo reale”. Questo dovrebbe significare che i suoi poteri sono reali, di natura genetica (un mutante?).

O forse, il “mondo reale” (con Zion, le caverne ecc. ecc.) altro non è che un altro livello di simulazione di Matrix?

Se noi umani non ci “siamo adattati al mondo perfetto”, se come è successo nell’episodio “Record del mondo” di Animatrix, qualcuno particolarmente “forte” può accorgersi che la realtà non è tale (e quindi non è più condizionato dalle sue regole), allora forse serviva un cuscinetto per queste menti troppo forti.
L’essere umano ha bisogno di avere una speranza, ha bisogno di avere l’illusione di poter combattere e poter vincere.
L’essere umano per poter vivere ha bisogno di sognare, di avere qualcosa in cui credere, di avere uno scopo.
La mancanza di scopo è proprio ciò che ha fatto impazzire Smith, gli ha tolto il senso stesso dell’esistenza…
Se ci venisse tolta l’illusione di poter combatter Matrix, di aspettare l’eletto in modo da poter porre fine una volta e per tutte alla guerra contro le macchine ed essere così liberi, noi moriremmo.

E con noi la fonte primaria di alimentazione delle macchine.

Sarà davvero così?

Tra poche ore lo scopriremo.

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